FATHERSNAKE ON THE ROAD

Blog di corsa, ma non solo, di un runner per metà rocker e per metà podista.

domenica 5 maggio 2013

Dov'è il ponte tibetano? (Ecomaratona del Ticino, seconda edizione)

L'esercito dei podisti davanti al Castello Sforzesco.


Sono attirato da tutte le gare con percorsi in natura. Prati, ma sopratutto boschi, discese ripide spaccagambe e salite rompifiato mi divertono, così come i repentini cambi di scenario che allontanano la noia delle lunghe distanze. Non poteva non allettarmi quindi l'idea di presentarmi alla partenza della seconda Eco Maratona del Parco del Ticino nella distanza "eco venti" (presenti anche una "eco trentacinque", una "eco maratona", ed una 11k non competitiva).  Il trailer di presentazione e le foto sul  sito promettevano una bella cavalcata nel verde e le gambe scalpitavano. Poi, sapevo che avremmo dovuto attraversare un ponte tibetano e l'appuntamento mi eccitava.
Con Lia e mia madre sono a Galliate solo mezz'ora prima della partenza. Il colpo d'occhio è quello delle gare preparate con cura e mezzi adeguati. Trovato un fortunoso parcheggio e ritirato il numero all'interno del castello Sforzesco in piazza Vittorio Veneto, non ho il tempo di riscaldarmi, unendomi da subito al fiume di podisti che si sta portando in zona partenza all'unisono come obbedendo a un richiamo misterioso.e sistemandomi in griglia in una posizione che mi permetta di scongiurare "tappi".
E' una mattina con temperature finalmente consone al periodo: c'è caldo, ma non particolarmente fastidioso. Personalmente, però, non vedo l'ora di abbandonare il triste nastro bituminoso per tuffarmi all'ombra degli alberi. La transizione, con la colonna sonora di un gruppo di percussionisti che eseguono un ritmo tribale, avviene al quinto km, percorso ad un passo di 4'28. Per un attimo sembra di essere in Africa, fino a che l'eco dei tamburi non si spegne alle nostre spalle. In fila indiana percorriamo uno stretto single track che poi si apre in lunghi tratti in sterrato, all'aperto. La mancanza di particolari difficoltà tecniche del percorso mi consente di impostare e gestire senza particolari affanni un ritmo mezza. Non ci sono enormi pozzanghere da aggirare e il fondo è abbastanza regolare. 
Troppi spazi aperti, però, per i miei gusti.
La temperatura è aumentata, cosicché accolgo con piacere la frescura dei tratti in sottobosco.
Viaggio in compagnia di una coppia della stessa squadra, dal fisico palestrato.
E' da diversi km che penso: "Ora saltano", ma non saltano mai.
Dalle retrovie giunge un'altra coppia, sembra più fresca.
Davanti, più lontano, due podiste di una squadra ligure: maglia nera e maglia bianca, lo stesso fisico minuto e nervoso.
Maglia nera è più in forma, a tratti incita la compagna. E a un certo punto si ferma per un attimo ad attenderla.
Al tredicesimo km, su asfalto, ci si presenta davanti una salita. Circa tre chilometri. Non dura, regolare. La imposto con un passo molto agile che mi consente di abbandonare le due coppie e raggiungere un atleta di una squadra di Busto Arsizio. Da dietro lo affianca un suo compagno di squadra che afferma di aver sbagliato strada, lui e altri 5, per colpa di un addetto che avrebbe fornito un’indicazione errata.
"Avrò perso undici minuti" dice e non stento a crederlo. Mi dispiace per lui e per tutti gli altri. So cosa si prova a sbagliare percorso. Ha ancora abbastanza energìa in corpo da permettergli di lasciare dietro me e il suo collega di squadra. Dopo un po’, quest'ultimo lo lascio anch’io.
foto Antonini

Il resto è un ritorno su asfalto a Galliate.
Ohibò, non ho visto nessun ponte tibetano. E dire che me lo aspettavo, me lo immaginavo attendermi dietro ad ogni curva del percorso. 
Passerella finale tra due ali di folla. Guardo il monitor con il tempo che segna 1:31:19 Trasecolo: è il mio record sulla mezza! Ed era pure su sterrato!
Calma Father... erano solo venti, i km.
Già, dimenticavo.
Qui ero convinto di aver ottenuto il nuovo PB sulla mezza. Peccato che non fosse una mezza.


Il brindisi al rinfresco. Pardon, al ristoro.

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La classifica finale recita: 42esimo su 433, 21esimo di categoria su 149.
Stranamente, sul monitor messo a disposizione da wedosport e consultato subito dopo l'arrivo, ero 39esimo sull’assoluta e 18esimo di categoria. Mah



ps

Triste scoperta. Ho appreso in seguito che il ponte tibetano non era previsto per i partecipanti all’eco venti. 







8 commenti:

Marco Paulon ha detto...

Direi eccellente prestazione! Rinnovo pertanto i miei complimenti!!!

Gianfranco Maraschin ha detto...

@Marco
Grazie!

nino ha detto...

Peccato x il ponte. Non ti resta che tornare l'anno prossimo e fare la 42.

Gianfranco Maraschin ha detto...

@Nino
Ciao!
Buona questa :-) :-)

Kikko ha detto...

Confermo,il ponte tibetano lo avresti fatto solo partecipando alla maratona,perchè si trova sull'altra sponda del Ticino...
Io abito a 7 km da Galliate e la zona la conosco bene,l'anno scorso feci la mezza come te e non mi piacque perchè i tratti belli erano tutti nella maratona...comunque una bella sgambata caro Father...bravo!

Gianfranco Maraschin ha detto...

@Kikko
Ciao!
Sapevo che l'anno scorso l'avevi fatta, perchè nel trailer di presentazione sei stato ripreso più volte. C'era anche il leprorso :-)

Pimpe ha detto...

e io che al ticino ci andavo a prendere il sole...

Gianfranco Maraschin ha detto...

@Pimpe
Io andavo in riva alla Dora...