FATHERSNAKE ON THE ROAD

Blog di corsa, ma non solo, di un runner per metà rocker e per metà podista.

mercoledì 24 ottobre 2012

Fathersnake ed il trail (mini) felice.

Quest’anno podistico non cessa di stupirmi, regalandomi soddisfazioni inaspettate.
Per un impegno domenicale avevo deciso di anticipare sabato scorso la consueta gara di fine settimana e la scelta era ricaduta sul trail del lago d'Orta che dava la possibilità di misurarsi su diverse lunghezze: quattordici, ventidue e l’ULTRA 63 km.
Scartata la distanza lunga per una questione di sopravvivenza, chiuse le iscrizioni alla ventidue ben prima di aver potuto aderirvi, ecco che la 14 km, con partenza alle undici e iscrizione il mattino della gara era diventata una scelta obbligata.
Pogno
Giunto a Pogno, tranquillo paesino circondato da dolci e verdi colline faccio appena in tempo ad assistere alla partenza dei coraggiosi dell’ultra, un multicolore  e volitivo corteo che, dopo un breve tratto-passerella per le vie del paese, si lancia all'attacco del mostro multichilometri.
La giornata sembra fatta apposta per correre, con un sole sul quale nessuno avrebbe scommesso solo pochi giorni prima, visto che le previsioni metereologiche annunciavano tutt'altro.
M'iscrivo, e zompetto per tre km come riscaldamento.
Del percorso non so nulla: a volte l'ignoranza è preferibile.
Poco prima del via la massa fremente dei partecipanti, circa 150 persone è benedetta dal simpatico parroco locale, don Salvatore:
-Se vi capita qualcosa dopo questa benedizione non dite "ecco, è colpa della benedizione"; piuttosto "pensa se non mi avesse benedetto". -

Si parte subito in ascesa, ma salgo tranquillo, piuttosto agile. Al mio fianco Stefano, che rivedo dopo un bel pò di tempo, e la sua Mika, concentratissima. Dal quinto in poi l'ascesa diventa notevolmente più severa, e in certi tratti cammino, cerco di risparmiare forze e far sì che la frequenza dei battiti scenda un po’.
La Madonna del Sasso. Photo by Team 5Cascine Cislago
Dopo 5 km di ascesa, il santuario della Madonna del Sasso ci accoglie solenne e quasi abbacinante. Da lì il panorama sul lago d'Orta è bellissimo, ma la fatica vuole che gli rivolga solo uno sguardo distratto. Una breve sosta al ristoro, una manciata di biscotti messi in tasca e si risale. La pendenza è talmente severa che correre non è possibile. Salgo quindi camminando e sgranocchiando una galletta, reprimendo qualche imprecazione sul solito argomento "questa salita non finisce mai". Inutile illudersi che dopo il prossimo tornante, dopo la prossima erta la strada spiani è controproducente perchè quando non succede poi la delusione  è grande e la fatica raddoppia. Allora vivo il momento, concentrandomi su ogni singolo passo, come se non esistesse che un eterno presente. Questo non mi consola molto, ma certo mi regala più concentrazione. Qualche breve tratto in discesa mi permette poi di rifiatare, fino alla via degli scalpellini, il cui ultimo tratto è attrezzato con robusti corrimano in legno, preludio all’emozionante passaggio sui monti della Luna, una sorta di tonde e spoglie collinette ricoperte da sabbia bianca, da cui lo sguardo può spaziare a 360 gradi sul lago .
Monti della Luna. photo by Julia Baykova
 Oltre queste c'è ancora spazio per un' altra breve ascesa, e poi un bellissimo tratto semipianeggiante in cui mi ritrovo solo, a correre nel sottobosco. Non vedo più nessuno né davanti né dietro. E' il momento più toccante, in cui mi sono sentito davvero parte del TUTTO. Pensare che fino a poche ore prima stavo rockkeggiando in un affollato locale.
Poi, la bramata discesa: cinque km in picchiata fino a Pogno. Io amo le discese, ma qui ce n'era troppa pure per me, e tanto ripida da sentir male agli addominali nel tentativo di rallentare.
Infine l'arrivo, ancora con buona lena, e mia madre che mi applaude, incredula, informandomi che ero giunto 29esimo.
Davvero una sorpresa.
Una saluto a tutti.



lunedì 17 settembre 2012

Mi riesce facile.

Dal mio ritorno dalle vacanze sto vivendo un periodo di grazia podistica quale mai vissuta in passato, ove mi riesce facile ciò che prima richiedeva fatica improba. Certo non mi sono trasformato in un top runner, ma di sicuro sto correndo a ritmi inusuali per come sono stato abituato a conoscermi, ritmi che riesco a reggere per tutta o gran parte della gara, quando prima invece ne pagavo lo scotto perdendo terreno in seguito.

Ancora non ho capito se la perdita di peso possa giustificare del tutto il momento d'oro, o se esista qualcos'altro a me stesso ignoto. In gara mi guardo intorno ed ora vedo intorno a me i visi di runner di cui in passato scorgevo soltanto la schiena in lontananza.
La metodologìa di allenamento non è granchè cambiata, con quattro, oppure tre uscite alla settimana ed un chilometraggio che neppure arriva a 50 km la settimana.
E pensare che ho sempre patito l'estate, periodo di fiacca e di deprimente passo al chilometro, sempre considerata stagione di scarsi risultati, quando invece quest'anno porta con sè promesse di risultati ancora migliori con l'avvento del fresco.

A Robassomero, domenica scorsa, un 27esimo posto sui 60 (sic!) MM45 significa molto, così come il 262esimo posto, su 699, alla 5 Laghi di Ivrea, su una lunghezza mai sperimentata prima.
Ad inizio anno temevo che la frenetica attività concertistica avrebbe finito per condizionare in peggio quella podistica e che per quest'ultima mi sarei dovuto accontentare di gareggiare ogni tanto con poca convinzione, ma i fatti mi stanno dimostrando, dopo un inizio anno di effettivo letargo agonistico, che la realtà attuale ha preso una piega ben diversa.

Aldilà dei meri numeri c'è il sentire che le gambe rispondono, che c'è la giusta grinta, la voglia di far bene, e c'è fiducia.
Questo mix di ingredienti, probabilmente, spiega la situazione.
Forse.
Un saluto.

venerdì 17 agosto 2012

Aspettando la 5 Laghi: "L'incubo di Father"

La 5Laghi è alle porte, occorre allenarsi!
Arrivati in Austria la videocamera smette di funzionare. Per nulla scoraggiati, continuiamo a girare servendoci di un telefonino e di un tablet, salvo le due scene finali.
Un saluto a tutti!

mercoledì 8 agosto 2012

Salassando con Father

Dopo la gara montana di Sparone cercavo una conferma al buono stato di forma di questi giorni, e l'ho avuta ieri, nella serale di Salassa.
Conoscendo la mia proverbiale idiosincrasia per il caldo durante le competizioni,  meraviglia sopratutto me stesso aver trovato una tale condizione proprio ad agosto.
Non sono miglioramenti che facciano gridare al miracolo, e il piazzamento di categoria, sopratutto su gare simili di un campionato UISP che non fa sconti è ancora lontano, ma è indubbio che il father di adesso sia più performante non solo di quello visto a inizio stagione, ma anche di due mesi fa.
Il cambiamento riguarda anche gli allenamenti, in cui realizzo senza problemi i tempi stabiliti dalla tabella, mentre fino a non molto tempo fa dovevo faticare anche per stare dentro i tempi della corsa lenta. Merito
di una molteplicità di cause, tra cui la diminuzione di peso, l'adozione di un diverso modo di correre (inteso come postura e appoggio dei piedi sul suolo) e infine di una maggior focalizzazione mentale, condizione favorita dal fatto che è periodo di quasi totale vacanza dai concerti. A Salassa si è ripetuto il copione di domenica. Sono partito in posizione defilata e poi, su tracciato di 8 km circa, nei due giri tra sentieri campestri e strade di paese ho realizzato una cavalcata senza strappi fatta di sorpassi continui, senza subirne alcuno, nutrendo il lecito dubbio che su una lunghezza maggiore avrei potuto guadagnare altre posizioni.

La corsa, che avevo semi-abbandonato, preso da interessi musicali, mi ha chiamato nuovamente a sé.
Ed ecco quindi che, tra i progetti futuri, prende imperiosamente corpo l'idea di partecipare alla  5Laghi di Ivrea, impegnativa gran fondo di 24,3 km.

lunedì 30 luglio 2012

Fathersnake, la gara che non ti aspetti e l'illuminazione.

 Torno al blog dopo un sacco di tempo, ahimè. Tante gare sono passate sotto i ponti, la maggior parte delle quali poco degne di nota, tanto poco che scriverne mi avrebbe persino depresso.
Concentrato sopratutto sulla musica, in questo periodo gli allenamenti si sono progressivamente trasformati da mezzo per preparare competizioni a mero strumento per rimanere in forma.
Vale la pena scrivere invece della gara di ieri, a Sparone. Dopo tanto tempo, tutto ha funzionato alla perfezione. Le gambe c'erano, la voglia tornata quella di un tempo, la concentrazione pure. E dire che avevo deciso di parteciparvi soltanto sabato. La gara di Sparone, infatti, facente parte del campionato UISP canavesano, aveva prevalso sulla "Camminata alpina" di Tricerro (9 km interamente pianeggianti tra le risaie) solo perché più vicina e con un orario tale da evitare a me e Lia la solita levataccia del "chi ce l’ha fatto fare?".
Sapevo che il percorso mi avrebbe messo di fronte ad un’ascesa severa, di tre km, per poi farmi scendere in picchiata all'arrivo. Conoscendo le mie caratteristiche, mi ero proposto di tenere il più possibile in salita, perché in discesa avrei potuto recuperare, come al solito. Sin dalle prime battute, incolonnato come tutti gli altri su un sentiero che è in pratica una scala, impossibile da correre, mi scopro carico di energia e passo la prima parte impegnato in sorpassi sfruttando ogni ansa del percorso. La testa, oggi, è diversa. Davanti a me, a poche decine di metri, scorgo compagni di squadra che normalmente s’involano subito dopo la partenza. Stiamo salendo alla stessa velocità. Questo, naturalmente, mi galvanizza e mi regala nuove energie. Ce la posso fare, mi ripeto, anche se i km, camminando, non passano mai. Grondo sudore come pioggia. L'ascesa termina dopo soli 2 km.  In quel momento lo "sconto" mi rende felice. Si passa accanto ad un santuario, e s’inizia a scendere. La discesa non è per niente un problema, neppure nei passaggi tecnici in mezzo al bosco. Supero parecchi concorrenti, uno dei quali, mente lo supero, mi chiede "Come fate a scendere così forte?". Non so che dirgli, sollevo le braccia, poi gli grido: "Mah...per istinto", mentre mi allontano balzando da masso a masso.
Supero altri sparsi gruppetti ed infine l'arrivo al traguardo, al 55esimo posto su 109 concorrenti, decimo di categoria, posizione da me mai raggiunta in tutte le gare UISP disputate, mi vede finalmente sorridente e soddisfatto, ed anche leggermente incredulo.
Non è tanto la posizione in classifica a meravigliarmi, non da urlo in senso assoluto quanto il deciso miglioramento della condizione fisica e mentale.
Bisogna considerare, pure, che avevo alle spalle otto giorni di stop completo (in Portogallo, durante le vacanze, le scarpe le avevo portate, ma mai indossate), esclusi tre risicati allenamenti nei giorni immediatamente precedenti.
Però, proprio durante uno di questi ultimi allenamenti ho avuto un barlume, un frammento di illuminazione podistica. Questa:
Non devo cercare la velocità FUORI da me; non è qualcosa da raggiungere.
La velocità che cerco e' già in me, occorre invece TIRARLA FUORI.
Si tratta di vedere le cose da un diverso punto di vista, di adottare un diverso abito mentale .
Vi lascio a riflettere :-)

Un saluto!